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Vino in lattina: da Verona nuovo trend firmato ZAI

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vino in lattina

Da Verona la neonata cantina Zai lancia sul mercato la sua nuova linea di “canned wine” o, più semplicemente, vino in lattina.

Sulla scia di una tendenza sempre più diffusa, soprattutto nel Nord America e in alcuni Paesi dell’Europa continentale, il vino in lattina è un “trend” che divampa soprattutto tra i più giovani, che possono soddisfare il desiderio di un calice senza essere costretti ad aprire una bottiglia.

ZAI – acronimo di Zona Altamente Innovativa, così come è stata ribattezzata la storica Zona Artigianale Industriale di Verona in cui l’azienda ha avuto origine – è una cantina urbana proiettata verso un futuro sempre più biologico.

Sono sei le referenze che articolano la proposta enologica della cantina, dal Moscato al Cabernet, ogni vino è frutto di un lungo studio enologico. Per esempio Gamea, uno dei vini top di gamma della collezione, è il frutto di ben quattro vendemmie, anziché una, condotte tutte rigorosamente “a mano”. Una raccolta effettuata in momenti diversi per esaltare al massimo le caratteristiche organolettiche delle uve. 

Un packaging super accattivante, brioso e colorato. In ognuna delle sei lattine è raccontata una storia ambientata nel 2150, anno in cui i personaggi illustrati in versione fumettistica dovranno affrontare l’estinzione del 99% delle specie animali e vegetali, uva compresa, a causa dei rovinosi effetti del cambiamento climatico. Una storia che sarà in continua evoluzione, che non mancherà di colpi di scena, al pari di un vero e proprio fumetto.
Ogni confezione inoltre è provvista di un QR Code che rimanda al sito della cantina, dal quale è possibile avere accesso a tutte le informazioni relative al prodotto.

I vini in lattina di ZAI:
Gamea, 100% Garganega Verona IGT, gradazione alcolica 9.5% Vol. È una donna avventurosa e indipendente, che ama la natura e ha una laurea in scienze biologiche. Dedica la sua vita alla salvaguardia del Pianeta.

Dr. Corvinus, 100% Corvina Verona IGT, gradazione alcolica 11% Vol. È l’ultimo erede di una dinastia di sommelier, vive con il suo assistente Cork Borg nel castello di famiglia cercando un modo per produrre il vino senza usare le uve, ormai estinte, ma con esiti poco soddisfacenti.
Mr. Bubble, 100% Glera Veneto IGT, è un vino frizzante con gradazione alcolica 9.5% Vol. È un viveur che, usando il suo razzo a forma di lattina, ha battuto ogni record di velocità, guadagnandosi il nickname di “pilota del millennio”.
Lady Blendy, Merlot e Cabernet Veneto IGT, gradazione alcolica 10.5% Vol. È una gatta dalla doppia anima. Specializzata in meccanica e riparazioni, si prende cura degli altri e ama dormire. La notte si trasforma in uno spietato cacciatore di taglie. PJ White, 100% Pinot Grigio Terre Siciliane IGT, gradazione alcolica 10% Vol. È l’anarchico del gruppo, il ribelle piantagrane. Pigro per natura, è convinto che tutti ce l’abbiano con lui. Passa le sue giornate ascoltando musica, suonando la chitarra e giocando ai videogame. Cork Borg, 100% Moscato Veneto IGT, vino frizzante con gradazione alcolica 7% Vol. È un robot a forma di cavatappi, costruito da un antenato di Dr. Corvinus.

Tutti i vini hanno un profondo legame con il territorio, e ciò che li contraddistingue è il basso contenuto calorico e una ridotta gradazione alcolica. I vini saranno presenti sia in enoteca che nei canali GDO italiani e ovviamente saranno distribuiti nei principali mercati esteri.

In un periodo come quello che viviamo, in cui per questioni igieniche si predilige la monoporzione, il formato lattina è preferibile rispetto alla bottiglia che talvolta può essere toccata da più commensali. Di conseguenza, in un’epoca in cui si sottolinea l’importanza del bere responsabilmente, la lattina permette una maggiore consapevolezza e controllo delle quantità. Inoltre la lattina è anche sinonimo di sostenibilità ambientale, in quanto completamente riciclabile e, soprattutto per i più giovani, motivo di stile ed immagine.

Non dimentichiamo che l’idea di offrire packaging per il vino alternativi alla classica  bottiglia in vetro è nata proprio in Italia. Verso la fine degli anni ’70, quando Giacobazzi, un produttore di Modena, chiede ufficialmente allo Stato l’autorizzazione a vendere vino in contenitori alternativi. Nel 1982 il ministero dà finalmente il permesso di usare il Tetra Pack, il PET e le lattine. Oltre a Giacobazzi, la adottano brand come Medici, Cavicchioli, Folonari, Ramazzotti, Campari, Moretti e altri. Si tratterà, tuttavia, di una storia breve perché, per questioni burocratiche, la distribuzione delle lattine sul mercato sarà molto lenta, causando il calo della domanda.

Stappare una bottiglia di vetro, con le sue curve e la sua trasparenza, ha molto più fascino che sollevare una linguetta, la lattina si allontana da questa immagine sensuale e poetica, ma è pur vero che conserva il vino senza alterarlo, che il mercato evolve e i consumatori e le abitudini di consumo cambiano.

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